Era il 21 dicembre 1913. Il New York World, nel supplemento domenicale Fun pubblicò un nuovo gioco chiamato word-cross puzzle. Praticamente le parole crociate, o cruciverba. Non c’erano caselle nere, per il resto era del tutto simile a quello di oggi: si trattava di indovinare parole che si intersecavano tra di loro orizzontalmente o verticalmente.
In Italia sono tradizionalmente associate alla storica Settimana Enigmistica, all’interno della quale si trovano di vari tipi: a schema fisso (disposte simmetricamente), facilitate (alcune lettere sono già inserite), a schema libero (le più frequenti, con le caselle nere disposte casualmente), quelle senza schema (in cui le caselle nere le dovete disegnare voi), quelle crittografate (in cui le parole non sono descritte ma ogni numero equivale a una lettera) e gli incroci obbligati (in cui le definizioni non sono solo orizzontali e verticali ma anche diagonali).
L’autore italiano più famoso di cruciverba è stato Piero Bartezzaghi, che diceva: “i migliori schemi sono difficili, ma non devono essere astrusi”. Tra autore e solutore deve infatti esserci una sfida leale, non impossibile.
In effetti ci siamo sempre chiesti quali abilità deve avere uno scrittore di cruciverba e siamo venuti a capo di una cosa: tutte. Dev’essere un letterato, un matematico e pure un geometra. Sembra difficile.
E anche quando i cruciverba sembrano semplici, potrebbero risultare un bel casino. Provate a cercare la parola DOG in questo qui sotto.
E quest’altro? È il più semplice cruciverba del mondo, eppure…
Neanche Jon Snow ci riuscirebbe ed è tutto dire.
D’altra parte, gli esseri umani non sono altro che enigmi, no? A volte cruciverba, a volte rebus, altre volte contenitori vuoti in attesa che qualcuno unisca i puntini.
Se proprio siete appassionati e non potete farne a meno, queste scarpe fanno proprio per voi.
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E anche questa canzone.