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di Mattia Nesto 7 Maggio 2024

El Shaddai: Ascension of the Metatron per Switch è folle e magnifico

Arriva su Switch El Shaddai: Ascension of the Metatron, la via estetica a Devil May Cry.

.La limite edition fisica di El Shaddai videogiochiperpassione.com .La limite edition fisica di El Shaddai

Quando ho sentito dello “sbarco” su Nintendo Switch di El Shaddai: Ascension of the Metatron non ho potuto fare altro che sorridere di gusto. Già perché la “creatura” di Takeyasu Sawaki (responsabile del charachter design di Okami e Devil May Cry ed Okami) è un “oggetto videoludico” veramente molto particolare. Infatti il titolo, originariamente uscito nel 2011 in esclusiva per Xbox 360, si presentava come un videogioco che puntava tutto, o quasi, sul comparto estetico. Infatti riprendendo suggestioni dall’iconografia dell’Ebraismo e della cabala, ci metteva di fronte ad un protagonista, nemici e stage che definire “estetizzanti” è dire poco.

Proprio il valore artistico della produzione è sottolineato da questa edizione Remaster HD, che pulisce le texture e, pur non facendo mai gridare al miracolo, ridona nuovo splendore al videogioco. Videogioco che, ovviamente, presenta sia i punti di forza della versione originale, sia quelli di debolezza. Infatti se l’aspetto visivo, o per meglio dire quello di design è, a mio modo di vedere, clamoroso, il gameplay presenta più di una debolezza. Infatti per un titolo action avere troppe zone macchinose e ripetitive è un po’ “la morte della creatività”. Se infatti mi piace che si sia puntato tanto sull’originalità anche delle armi a disposizione del nostro protagonista, troppo spesso questa unicità presenta il contralto di un combat che non funziona troppo bene. Prendo come esempio di quanto sto dicendo la descrizione presente sullo store di Nintendo:

Ci sono solo quattro pulsanti: Attacco, Salto, Difesa, Rubare armi. Non avrai bisogno di un manuale o di una guida per giocare. Detto questo, le meccaniche sono più complesse di quanto non sembrino, incentrate sul tempismo dei pulsanti, pressioni simultanea, sequenze e altro. Il motto di El Shaddai è “semplice ma profondo”. Il sistema di attacco e difesa è stato realizzato con cura per fornire la miglior esperienza di gioco possibile.

Ecco quando si dice “non avrai bisogno di un manuale o di una guida per giocare” l’accezione non è che sia positiva; infatti “nessuno ti spiegherà come giocare” perché dopo uno sbrigativo, quanto lacunoso tutorial, si verrà gettati “in pasto” al gioco, con una conseguenza di smarrimento praticamente immediato per ogni tipo di giocatore. Il titolo, comunque, dopo un po’ diventa più malleabile anche se non ci sente mai propriamente a casa e non ci si può mai fidare troppo, specialmente lato responsività del gameplay action. Le, circa, dieci ore di gioco che servono a completare il titolo, comunque, sono molto interessanti e sicuramente confermano lo status di unicum di questa produzione che, come avevo detto

 

Nonostante tutto però, quindi “quasi” a partire dai suoi limiti, non posso che volere bene a El Shaddai: Ascension of the Metatron, proprio per il suo essere così unico, anche e soprattutto per i motivi sbagliati. Dal punto di vista della “fredda” professionalità, non posso dargli più di un 6.8 ma, perdonatemi, lascio un decimo al cuore: quindi 6.9. Non raggiunge, per me, mai il 7 perché ha problemi troppo evidenti ma non si può neppure bocciare senza se e senza ma. Il costo della versione digitale 19.90 è sicuramente contenuto, al netto della durata “parca” del titolo. Insomma se volete un po’ buttarvi in qualcosa che non avete mai visto, El Shaddai: Ascension of the Metatron è il titolo giusto per voi!

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